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12. Abbazia del Goleto / I RESTAURI recenti/  di riqualificazione / crediti / dati / info

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. 12.   I RESTAURI recenti gli ambiti di riqualificazione / crediti / dati / info … << Il Progetto integrato abbazia del Goleto è partito nel 2004, co-finanziato dal Por Campania 2000-2006. L'Accordo di programma tra Soprintendenza, Comune e Arcidiocesi, con la progettazione e la direzione lavori di Angelo Verderosa, ha mirato a realizzare il completamento-ricostruzione del primo livello del monastero (abitato dai monaci) e a rendere funzionale l'abbazia, recuperando inoltre l'invaso spaziale di accesso e realizzando un punto ristoro. Il monastero oggi ospita 20 posti letto e potrebbe diventare il nucleo di un sistema turistico - anche religioso - dell'Alta Irpinia.

Pannelli informativi

11.   I RESTAURI recenti la metodologia progettuale Il Progetto Integrato “ABBAZIA del GOLETO” è stato realizzato nell'ultimo triennio e co-finanziato da diverse “misure” del POR  Campania.  Sui millenari luoghi dell'ex cittadella monastica , l'intervento ha mirato a connettere azioni sia di tipo pubblico che privato, con l'obiettivo di riqualificare e attrezzare per una fruizione multi-culturale luoghi che versavano in stato di abbandono e degrado. 

Pannelli informativi

10.   I RESTAURI recenti il completamento dei restauri e il premio IntraLuoghi Il Progetto Integrato ABBAZIA del GOLETO è stato realizzato dal 2004 al 2008 co-finanziato dal POR Campania 2000-2006.  Sui millenari luoghi dell’ex cittadella monastica, l’accordo di programma tra Soprintendenza, Comune e Arcidiocesi –attraverso la progettazione e la direzione dei lavori dell’Arch. Angelo Verderosa-, ha mirato a connettere azioni sia di tipo pubblico che privato, con l’obiettivo di riqualificare e attrezzare per una

9.   I  RESTAURI fino al 1992 dai primi lavori del 1975 ai primi restauri post terremoto  Dopo la soppressione dell’Abbazia nel 1807 iniziò un periodo di spoglio dei beni e di abbandono. Nel 1832 si provò a riaprire il monastero. Nel 1903 l’Arcivescovo Tomasi fece ricostruire alcune stanze per l’alloggio del cappellano, distrutte poi da un incendio nel 1918.  Negli anni settanta, con l’arrivo di P. Lucio furono interessati molti enti pubblici, il Ministero della P.I., la Cassa per il Mezzogiorno, il Provveditorato alle OO.PP., la Soprintendenza ai Monu­menti della Campania, gli ufffici regionali. Nel 1975,

8.   FINO al TERREMOTO del 1980 due secoli di abbandono, fino all’arrivo di P.Lucio  Dal 1807 al 1973 il monastero restò abbandonato. Furono trafugati portali e pietre;  tetti e mura crollarono, i rovi diventarono padroni incontrastati insieme ad animali di ogni tipo. Solo i ‘casali’ continuarono a vivere ospitando famiglie contadine e stalle per animali. Nel 1973 arrivò al Goleto P.Lucio M. De Marino, monaco verginiano.