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Scritti e interviste

GOLETO 1968 – Testimonianze di storia e di arte Presentazione del libro di Dora Garofalo / Delta 3 Edizioni / SABATO 15 MARZO 2014 – ore 17 / Abbazia del Goleto Prefazione al libro; uno scritto di Angelo Verderosa … Lo stato della Cappella era desolante; riparo delle cornacchie che nidificavano nella vicina torre della Badessa Febronia, le finestre senza infissi, la porta di ferro, senza vetri ed aperta, qualche scanno mal ridotto, dal centro dell’abside, da una nicchia di legno con vetri, dominava una statua, in cartapesta, del P. S. Guglielmo, di fattura leccese, un po’ malridotta, che mi diede il benvenuto. …  Visitai poi il resto della Badia: tronconi di mura, come mani scheletrite, innalzate al cielo, in buona parte coperte di edera che abbelliva un po’ la desolazione che vi dominava dappertutto: rovi, spine, urtiche ben alte, sambuchi ed altre erbacce che formavano un unico groviglio. Una vera desolazione ! un abbandono totale ! Sono gli appunti di P. Lucio Maria De Marino al suo arrivo alla Badia del Goleto; era il 21 agosto

L'Alta Irpinia, e in generale i 'piccoli paesi' della dorsale appenninica meridionale, hanno urgente necessità di proposte serie e realistiche; hanno bisogno di una nuova progettualità condivisa dalla società e non più calata dall'alto. I paesi che compongono l'Alta Irpinia, da Montella a Monteverde (tanto per iniziare da un ambito che più o meno si riconosce nell'ex-comunità alta irpinia), dovrebbero esprimere un movimento civico qualificato, ramificato; devono uscire dall'ombra dei tanti campanili e mettersi assieme per superare l'isolamento e avere propria 'voce'. I piccoli paesi hanno bisogno di leader politici disposti a conoscere e ad ascoltare il vasto territorio; hanno bisogno di partiti politici e istituzioni depurati dai vizi storici del clientelismo, dell'accentramento e del super protagonismo. I piccoli paesi hanno necessità di efficienza, di razionalizzazione delle risorse, di rappresentanza ai tavoli decisionali; non è più possibile delegare ai pochi.

Piccoli Paesi, Cairano 7x    _ pubblicato su ANANKE n°63, quadrimestrale di cultura e progetto diretta da Marco Dezzi Bardeschi  * _di Angelo Verderosa ** Plinio il Vecchio, in un elenco di eventi strani e magici nel Libro II-57 della sua "Naturalis Historia", dice che quando erano consoli Lucio Paolo e Caio Marcello "piovve lana nei pressi del Castello Carissano vicino al quale l'anno dopo fu ucciso Annio Milone" da una pietra gettata da una rupe. Plinio non spiega cosa significa questo evento, ma questa è la prima menzione storica di Cairano, piccolo paese dell’entroterra appenninico meridionale, al confine tra Campania, Puglia e Basilicata. Una leggenda locale attribuisce ad una contadina del posto il lancio della pietra; Cairano, di confederazione sannita e a difesa di Compsa, era sotto assedio da parte dei romani. L’ingloriosa fine di Milone evitò ancora per qualche tempo l'espugnazione romana.