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Scritti e interviste

L'Alta Irpinia, e in generale i 'piccoli paesi' della dorsale appenninica meridionale, hanno urgente necessità di proposte serie e realistiche; hanno bisogno di una nuova progettualità condivisa dalla società e non più calata dall'alto. I paesi che compongono l'Alta Irpinia, da Montella a Monteverde (tanto per iniziare da un ambito che più o meno si riconosce nell'ex-comunità alta irpinia), dovrebbero esprimere un movimento civico qualificato, ramificato; devono uscire dall'ombra dei tanti campanili e mettersi assieme per superare l'isolamento e avere propria 'voce'. I piccoli paesi hanno bisogno di leader politici disposti a conoscere e ad ascoltare il vasto territorio; hanno bisogno di partiti politici e istituzioni depurati dai vizi storici del clientelismo, dell'accentramento e del super protagonismo. I piccoli paesi hanno necessità di efficienza, di razionalizzazione delle risorse, di rappresentanza ai tavoli decisionali; non è più possibile delegare ai pochi.

Piccoli Paesi, Cairano 7x    _ pubblicato su ANANKE n°63, quadrimestrale di cultura e progetto diretta da Marco Dezzi Bardeschi  * _di Angelo Verderosa ** Plinio il Vecchio, in un elenco di eventi strani e magici nel Libro II-57 della sua "Naturalis Historia", dice che quando erano consoli Lucio Paolo e Caio Marcello "piovve lana nei pressi del Castello Carissano vicino al quale l'anno dopo fu ucciso Annio Milone" da una pietra gettata da una rupe. Plinio non spiega cosa significa questo evento, ma questa è la prima menzione storica di Cairano, piccolo paese dell’entroterra appenninico meridionale, al confine tra Campania, Puglia e Basilicata. Una leggenda locale attribuisce ad una contadina del posto il lancio della pietra; Cairano, di confederazione sannita e a difesa di Compsa, era sotto assedio da parte dei romani. L’ingloriosa fine di Milone evitò ancora per qualche tempo l'espugnazione romana.

[caption id="attachment_864" align="alignleft" width="210" caption="Paesaggio irpino con grano Senatore Cappelli _foto verderosa"][/caption] IL MATTINO 7.7.2010 _   Nella sua tenuta agricola «La Turchina», vicino Viterbo, la giovane Loretta Di Simone, laureata in giurisprudenza, ha riseminato il grano «Senatore Cappelli». Aveva ritrovato, per caso, un vecchio sacco di semi. Anche in Alta Irpinia, specie sul Formicoso, si coltivava fino a pochi anni fa quella particolare varietà di grano che porta il nome del fautore della riforma agraria negli anni ’30. Le spighe erano alte quanto un uomo. Loretta Di Simone ha avuto successo: il «grano Cappelli» , essendo un seme antico, ha un glutine molto digeribile e facilmente tollerabile, ricco di proteine; ha ottenuto una pasta buona, di sapore, certificata dall’Università di Firenze come salutare. Loretta ha ripreso l'attività agricola della famiglia con due obiettivi aggiunti : riavvicinare i giovani all’agricoltura e rieducare le persone ad essere consapevoli di quello che quotidianamente mangiano. Tutti avranno notato nell’ultimo mese la martellante campagna informativa del Ministero delle Politiche Agricole su quotidiani e riviste: «L’agricoltura italiana punta sui giovani, l’agricoltura a beneficio di tutti»; «Le aree rurali per uno sviluppo sostenibile; le nuove sfide dell'agricoltura: imprese giovani ed efficienti per valorizzare i prodotti del territorio e tutelare ambiente e paesaggio».

            Description of the plan The integrated project carried out at Goleto has involved and reinterpreted numerous parts of the monastic whole and of the rural spaces near it, establishing a dialogue with the place, creating new spaces, new suggestions, new ways, new visions, new places. The new carried out hand-manufactured articles (wallings, floors, coverings, stairs, pavings, fittings) all artisan, designed and made on the stocks, with material of the place, with the mortars derived from the smashing of the stones and crocks found there, integrate themselves with the altirpin territory, reinterpreting nature and history in a new contemporaneous scenery.