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Scritti e interviste

… i cassonetti sono vuoti, la spazzatura è sparsa sulla strada; a pochi metri l’Abbazia del Goleto, monumento eccelso, portale del sistema turistico dell’Alta Irpinia… meta continua di pellegrini e visitatori e comunitari. Si impegnano risorse europee per la promozione turistica della Campania e non si riesce ad eliminare un poco di monnezza. Il nostro è stato per secoli un territorio pulito, abitato da una civiltà contadina che non ha mai sprecato

PresS/Tletter n. 8- 2007 http://www.prestinenza.it/ http://presstletter.com/ IN EVIDENZA Ranellucci, De Seta, Verderosa, Nocerino, Janni, Paris, Valente, Gammella Nella rubrica LETTURE D’AUTORE, a Diego Barbarelli risponde Angelo Verderosa (acc@nto)

LETTURE D’AUTORE a cura di Diego Barbarelli Lo sguardo dell’architetto ci conduce alla lettura di un capolavoro di architettura (con passione e competenza). Le domande possono essere manomesse in qualsiasi modo. Risponde: Angelo Verderosa (acc@nto). Lo studio di quale opera è stato fondamentale nella sua formazione di architetto? Mi sono iscritto alla facoltà di Architettura di Napoli nel settembre 1980; due mesi dopo, un terremoto di grande distruzione colpì l’Irpinia, la terra in cui abitavo. Fino alla data della mia laurea ho girovagato per i cantieri della ricostruzione post-sisma. Ai piani urbanistici avevano lavorato Giorgio Grassi e Agostino Renna (a Teora), Aldo Loris

. Articolo tratto da “Il recupero dell’architettura e del paesaggio in Irpinia - Manuale delle tecniche di intervento”, a cura di Angelo Verderosa  |  De Angelis Editore, Avellino 2005 . Il recupero degli spazi urbani e degli elementi del paesaggio _ di  G.Maggino | L.Pinto | A.Verderosa Note metodologiche . Premessa manuale recupero irpinia pubblicazione angelo verderosaSegnata dal massiccio dei Monti Picentini dai cui margini prendono forma le valli dell'Ofanto, del Calore e del Sele, l'Irpinia conserva una propria identità territoriale che la differenzia sia dal resto della Campania sia dalle contigue terre della Basilicata e della Puglia, ricca com'è di sedimentazioni storiche e di suggestioni geografiche; il paesaggio è armonioso e gradevole, ricco di falde idriche, terra di mediazione tra le alture dei Picentini e del Formicoso e i pianori della Baronia, caratterizzato dall'insieme equilibrato di elementi morfologici, idrici, vegetazionali, antropici e di uso del suolo. Negli ultimi venticinque anni, con la ricostruzione post sismica, ambiente e il paesaggio sono stati alterati dalla veloce serialità degli interventi edilizi, conseguenza di una diffusa assenza di qualità   nella realizzazione degli spazi pubblici e privati. E' necessario risanare oggi ciò che è stato finora impropriamente ricostruito; occorre completare i vuoti urbani lasciati aperti dal terremoto; c'è un bisogno interiore di indagare e di ritrovare i materiali e le tecniche che connotavano gli spazi della nostra infanzia. Piazze e paesaggio avevano assorbito la pietra locale, un brecciato calcareo con sfumature dall'avorio al marrone, quale comune denominatore di un linguaggio architettonico scarno, essenziale nelle trame geometriche e nelle forme di lavorazione dei massi.