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Scritti e interviste

. Articolo tratto da “Il recupero dell’architettura e del paesaggio in Irpinia - Manuale delle tecniche di intervento”, a cura di Angelo Verderosa  |  De Angelis Editore, Avellino 2005 . Il recupero degli spazi urbani e degli elementi del paesaggio _ di  G.Maggino | L.Pinto | A.Verderosa Note metodologiche . Premessa manuale recupero irpinia pubblicazione angelo verderosaSegnata dal massiccio dei Monti Picentini dai cui margini prendono forma le valli dell'Ofanto, del Calore e del Sele, l'Irpinia conserva una propria identità territoriale che la differenzia sia dal resto della Campania sia dalle contigue terre della Basilicata e della Puglia, ricca com'è di sedimentazioni storiche e di suggestioni geografiche; il paesaggio è armonioso e gradevole, ricco di falde idriche, terra di mediazione tra le alture dei Picentini e del Formicoso e i pianori della Baronia, caratterizzato dall'insieme equilibrato di elementi morfologici, idrici, vegetazionali, antropici e di uso del suolo. Negli ultimi venticinque anni, con la ricostruzione post sismica, ambiente e il paesaggio sono stati alterati dalla veloce serialità degli interventi edilizi, conseguenza di una diffusa assenza di qualità   nella realizzazione degli spazi pubblici e privati. E' necessario risanare oggi ciò che è stato finora impropriamente ricostruito; occorre completare i vuoti urbani lasciati aperti dal terremoto; c'è un bisogno interiore di indagare e di ritrovare i materiali e le tecniche che connotavano gli spazi della nostra infanzia. Piazze e paesaggio avevano assorbito la pietra locale, un brecciato calcareo con sfumature dall'avorio al marrone, quale comune denominatore di un linguaggio architettonico scarno, essenziale nelle trame geometriche e nelle forme di lavorazione dei massi.

... una danza nel verde      “momix” è  danza  planimetrica tra le belle alberature esistenti, tutte conservate, e gli scenografici ruderi di  Villa Clemente:    gli allineamenti di progetto sono imposti dal reticolo botanico di palme e pini secolari.   L’intera superficie occupata dal nuovo edificio viene restituita come giardino pensile:    un mantello verde si solleva dal